lunedì 21 ottobre 2013

Hannover e Lubeck

Sabato 21 settembre, io e molti altri ragazzi del programma Usac siamo andati a visitare la città di Hannover, la capitale della bassa Sassonia.. Siccome eravamo tanti, una volta arrivati ci siamo divisi in gruppi più piccoli. Io e altre sei ragazze abbiamo deciso di visitare il castello di Marienburg: si trova un po' fuori dalla città, abbiamo impiegato quasi un'ora a raggiungerlo, ma ne è valsa la pena perché è veramente bello, sembra uscito da una fiaba. Come gran parte dei castelli, è circondato dalla natura, un po' sperduto, sulle colline... Davvero un'atmosfera particolare!
Dopo la gita al castello, abbiamo esplorato la città. Hannover è una città di circa 500.000 abitanti, fondata nel Medioevo sul fiume Leine.
Abbiamo fatto un giro nel centro, visto un po' di negozi, poi abbiamo seguito la linea rossa, cioè una linea dipinta sul marciapiede che passa attraverso i posti più importanti. Ci ha condotto alla Rathaus (il municipio), con il suo bellissimo giardino col lago, e varie chiese. Il municipio fu costruito nei primi anni del '900, ed è sede dell'amministrazione cittadina, oltre a costituire un simbolo della città, e uno dei pochi edifici che non furono danneggiati durante la seconda guerra mondiale.


Lubeck, invece, è una citta di poco più di 200.000 abitanti, appartenente in passato alla Lega Anseatica. Anch'essa si trova in Bassa Sassonia, sul corso del fiume Trave.

Il monumento caratteristico di Lubeck è l'Holstentor, una delle porte della città composta da due torri circolari collegate da un edificio centrale. E' il simbolo di Lubeck per eccellenza, e venne costruito nel '400.
La piazza del municipio è uno dei punti più caratteristici, e nel giorno in cui abbiamo visitato la città si svolgeva una sorta di mercato, e c'era anche un gruppo che suonava.
Il municipio di Lubeck è uno dei più antichi di tutto il paese: è stato infatti costruito tra il 1230 e il XVI secolo, ed è stato dichiarato patrimonio dell'umanità dall'Unesco, insieme all'intero centro storico della città.

Per il resto della giornata abbiamo continuato ad esplorare la città, passeggiando per il centro storico, visitando la Chiesa di Santa Caterina, la Chiesa di San Pietro, il fiume, e diversi giardini.
Infine siamo andati al salone del marzapane Niederegger, una specie di paradiso del marzapane su due piani, dove potete trovare di tutto, dai cioccolatini ripieni di marzapane alla frutta di marzapane, dal liquore al marzapane alla cioccolata calda aromatizzata... Meraviglioso! Se avete tempo di sedervi, c'è anche l'area bar, dove potrete gustare caffé, gelati, e altre bevande calde al marzapane e non. E' un posto davvero da non perdere e vale la pena comprare qualcosa. Io ho portato a casa il liquore, di cui sono da sempre una grande fan, e la cioccolata, li ho mischiati insieme ed è uscito fuori qualcosa di strepitoso! :)

domenica 29 settembre 2013

Amburgo e Oktoberfest a Luneburg!

Le lezioni qui a Luneburg sono iniziate... Anzi, in realtà è un po' che non scrivo: non solo sono iniziate, ma ho già avuto il mio primo esame! Seguo un corso di conversazione tedesca e uno di lingua, è una Track, ossia diversi corsi consequenziali (uno al mese e devi passare il primo per accedere al secondo, e così via). Adesso sono al primo, che sarebbe Tedesco Intermedio I. Le lezioni sono abbastanza difficili perché i professori parlano solo in tedesco e vanno molto veloci nello spiegare argomenti nuovi, ma per ora riesco a seguire senza troppi problemi e ho preso due belle A nei primi due quiz. Il sistema universitario americano, purtroppo, è simile a quello del liceo italiano: compiti a casa, testi da scrivere, frequenza obbligatoria alle lezioni, quiz, test, esami intermedi, esame finale... C'è tanto lavoro da fare! Per fortuna ho lezione per solo 4 ore e mezza il lunedì e il mercoledì, e 3 ore il martedì e il giovedì, così riesco a studiare e ad avere una vita sociale :D
Sto conoscendo tantissime persone: per la maggioranza frequento americani del programma USAC, ovviamente, visto che li vedo tutti i giorni tra lezioni e field trips, ma mi vedo anche con qualche tedesco. Per esempio, mercoledì 11 settembre sono andata a casa della mia Buddy insieme ad un po' di americani e un po' di suoi amici tedeschi, e abbiamo fatto la pizza. Nonostante fossi poco fiduciosa (visto che hanno comprato uno strano impasto pronto, color ocra e duro), devo dire che alla fine la pizza era buona, e poi ho passato una bella serata. La sera dopo, invece, sono andata ad un pub irlandese davvero molto bello: praticamente è quasi sotterraneo, molto tipico, con le pareti in pietra... Eravamo circa 30 persone, è stato molto divertente, anche se sono dovuta rientrare a casa presto perché il giorno dopo avevo un test :(
La cosa principale che ho fatto in questi giorni, però, è stata visitare Amburgo!

Sabato 14 settembre
Siamo partiti tutti quanti (io, gli altri studenti Usac e le nostre guide) dalla stazione di Luneburg alle 9 e mezza di mattina e verso le 10 eravamo ad Amburgo. Come prima cosa abbiamo visitato il museo storico della città: devo dire che all'inizio era davvero interessante, però il percorso era lunghissimo, è durato più di due ore, e alla fine non ne potevo quasi più di camminare attraverso tutte quelle sale :D
Dopo il museo, siamo passati per la Reeperbahn, la celebre strada di Amburgo centro della vita notturna e del quartiere a luci rosse (a cui è vietato l'accesso alle donne). Camminando, siamo giunti al grande porto. Il tempo, purtroppo, era orribile: pioveva, tirava vento, la temperatura era intorno ai 12 gradi. Ci siamo imbarcati per un giro su una sorta di battello perché era stato programmato e già prenotato dall'USAC. Non ne sono stata molto entusiasta: faceva un gran freddo, e dopo i primi 30-40 minuti noi tutti non vedevamo l'ora di scendere, è stato molto noioso visto che non solo non ci ha condotti da nessuna parte (essendo solo un giro "panoramico"), ma il cielo era grigio e tutto era avvolto da una nebbiolina che non permetteva di vedere chissà quanto oltre. Metto una foto scattata dal barcone, per dare un'idea :D
Dopo questa poco piacevole ora e mezza, siamo sbarcati e ci siamo diretti verso la chiesa di San Nicola. Abbiamo preso l'ascensore e siamo saliti sulla cima della torre, dalla quale si gode di un bellissimo panorama sulla città. Da lì abbiamo fatto una visita veloce al Municipio di Amburgo, che è anche sede del governo.
Dopo una passeggiata per le bellissime vie del centro, piene di negozi stupendi e di panorami acquatici caratteristici, abbiamo preso il treno e siamo tornati a Luneburg verso le 18 e 30.
Qui ci aspettava una cena offerta da USAC in un ristorante molto carino (e molto buono). Dopo la cena mi sono diretta, insieme a un gruppo di altri studenti, all'Oktoberfest!
Infatti, pare che a Luneburg ogni anno venga organizzato una sorta di Oktoberfest che è come una replica (in scala ridotta, ovviamente) di quello di Monaco di Baviera. Inutile dire che è stato divertentissimo! Un tendone con decine e decine di persone ubriache che cantavano a squarciagola in piedi sulle panche dei tavoli, abbracciandosi e ballando (e ovviamente brindando con enormi calici di birra). La birra era semplicemente ottima: questo, purtroppo, ha fatto sì che ne bevessi circa 3 litri, e mi ha causato molti malesseri il giorno dopo, ma ne è valsa la pena! XD

martedì 10 settembre 2013

Primi giorni a Lüneburg!

Finalmente il momento tanto atteso e pianificato è arrivato. Sono a Luneburg!
Sono qui solo da 6 giorni ma ho già una valanga di cose su cui scrivere, perciò andrò con ordine, iniziamo...

Giorno 1 - Giovedì 5 settembre
Il mio volo è partito puntuale alle 10 di mattina dall'aeroporto di Roma Fiumicino e atterrato all'aeroporto di Amburgo alle 12:10. Io odio volare, come al solito ero agitatissima, ma sono sopravvissuta anche stavolta. Per fortuna è stato un volo tranquillissimo, nemmeno una piccola turbolenza o vuoto d'aria, il che lo ha reso un po' più sopportabile del solito. All'aeroporto di Amburgo avrei dovuto incontrarmi con una ragazza americana nel mio stesso programma il cui volo atterrava alla stessa ora del mio, ma purtroppo non è stato così, non siamo riuscite a trovarci (in effetti l'aeroporto è abbastanza grande), quindi dopo averla cercata una mezz'oretta ho deciso di avviarmi da sola verso Luneburg. Il viaggio in sé non è stato molto difficile, ho dovuto prendere una S-Bahn (metro) dall'aeroporto a Hamburg Hauptbahnhof (la stazione centrale), e da lì un altro treno per Luneburg. In totale ho impiegato poco meno di un'ora. Alla stazione di Luneburg non solo c'era la mia Buddy tedesca (cioè una sorta di guida personale della città che USAC assegna ad ogni studente straniero), ma anche la ragazza che avrei dovuto incontrare all'aeroporto. A quanto pare anche lei mi ha cercata ma non mi ha vista, eheh. Da lì è iniziata una piccola odissea su vari mezzi di trasporto che non racconterò perché lunga e noiosa, ma che posso riassumere in: un autobus, un pullman, 2 chilometri a piedi. Ero stanchissima quando sono finalmente arrivata al mio appartamento, verso le 17:30. Vivo in un quartiere molto bello: è un po' isolato e non ci sono negozi perché è residenziale, ma è carino perché ci sono solo villette circondate da giardini curatissimi, è molto tranquillo e anche piuttosto vicino all'università. La casa dove vivo è un appartamento situato in una villa (divisa in 3 appartamenti in totale), è una mansarda composta da salone, 2 camere, cucina, bagno e ripostiglio, e tutto intorno alla casa c'è un bellissimo giardino. La mia stanza è piccolina ma mi piace molto! La prima cosa che ho fatto è stata andare a fare la spesa perché non mangiavo praticamente dalla sera prima, e ovviamente non avevo nulla in casa. La sera ho conosciuto i miei coinquilini, due ragazzi americani anche loro nel programma Usac.

Giorno 2 - Venerdì 6 settembre
Primo giorno di orientamento! Ci siamo incontrati (noi studenti Usac e professori/resposabili) al centro di Luneburg e per farci prendere confidenza con la città ci hanno divisi in squadre da 6-7 persone ciascuna e ci hanno consegnato dei fogli con delle domande riguardo ad alcun posti nei dintorni (la piazza del mercato, la chiesa, la farmacia, ecc). Il nostro compito era quello di recarci in questi posti e trovare le risposte. Una volta finito, due ore dopo, abbiamo preso tutti l'autobus e siamo andati all'università Leuphana, dove avremo i corsi per tutto il semestre. Abbiamo pranzato alla mensa (che rispetto a quella della mia università a Viterbo è praticamente immensa), credo che ci andrò spesso visto che hanno tantissimi piatti vegetariani <3 Dopo il pranzo, abbiamo esplorato il Campus a piedi, guidati dal direttore Usac di Luneburg. E' un campus piuttosto grande, con circa 10 edifici, una grande biblioteca, un bar, un negozio di libri, una banca e perfino un supermercato. Dopo questo tour è iniziato l'orientamento vero e proprio, in aula, che è durato circa 3 ore e di cui non parlerò perché troppo noioso :D basti sapere che ci hanno spiegato il funzionamento della città, dell'università, dei trasporti, eccetera.
La sera sono uscita con un gruppo di studenti americani e un piccolo gruppo di tedeschi (tra cui la mia Buddy): siamo andati a cena fuori e poi in un pub a bere - ovviamente - birra!



Giorno 3 - Sabato 7 settembre
Questa prima giornata libera l'ho dedicata a Luneburg! Ho infatti deciso di andare all'esplorazione del centro della città, in maniera un po' più approfondita. Così mi sono incontrata con un gruppetto di studenti e siamo andati a spasso per diverse ore. Abbiamo pranzato insieme, purtroppo dal "Kebabbaro", visto che il Kebab è un piatto che negli USA praticamente non esiste e gli americani non vedevano l'ora di provarlo (io ovviamente ho preso la piadina con i falafel, che però era disgustosa lo stesso). Ho notato che le porzioni qui, sia nei ristoranti che nei fast food che a mensa, sono davvero gigantesche; infatti abbiamo praticamente tutti lasciato quasi metà dei nostri panini/piadine perché non ce la facevamo più :-D
La sera volevo uscire, ma dopo tutte queste ore di camminata mi sono addormentata davvero presto, ero esausta!
Luneburg è una città davvero adorabile e sono contenta di averla scelta come meta per studiare all'estero. E' piccola, ma non troppo; l'università è bellissima, efficiente e moderna; il centro storico è davvero particolare e sembra quasi una città fiabesca, ha un'atmosfera magica con i suoi edifici antichi, il fiume, le stradine fatte di pietre... Mi piace moltissimo! Inoltre, anche se non è una città grande, non manca nulla: ci sono molti locali, ristoranti, posti in cui divertirsi, negozi in cui fare shopping, luoghi da visitare.. E se questo non basta, con solo mezz'ora di treno si arriva ad Amburgo (dove andrò sabato prossimo, infatti, e non vedo l'ora)!



Giorno 4 - Domenica 8 settembre
Per questa prima domenica, Usac ha organizzato per noi una partita a Kegel di due ore. Il Kegel è simile al bowling, ma i birilli sono 9, la palla è molto più piccola e leggera, e la pista è stretta. Inoltre lo scopo non è totalizzare un punteggio alto, bensì totalizzare un certo numero di volte una serie di punti (non ricordo esattamente, ma per dare un'idea è come se si dovessero abbattere almeno sei volte 8 birilli, almeno cinque volte 7 birilli, ecc). Nonostante al bowling faccia notoriamente schifo, a Kegel non sono andata poi così male. La mia squadra non ha vinto, ma è stato divertente, direi.
Dopo il Kegel siamo andati a mangiare (quasi) tutti insieme ad un ristorante greco lì vicino. Una delle persone con cui mi vedo di più del gruppo, una ragazza ecuadoriana, ha conosciuto una ragazza tedesca e l'ha presentata anche a me, così dopo la cena siamo andate via con lei, che ci ha portate al maneggio dove tiene il suo bellissimo cavallo. L'abbiamo aiutata a pulirlo, siamo state con lei mentre montava, poi ci ha riportate a casa. Un'altra giornata piena insomma!
A proposito...questa è la casa in cui vivo:

Direi che mi fermo qui, o esce fuori un post davvero chilometrico (non che già non lo sia, in effetti..).
Alla prossima!
Tschüss!

martedì 3 settembre 2013

Partenza imminente e...Budapest!

E' da un bel po' che non scrivo nulla, ho avuto molto da fare, sono stata in vacanza, e poi ho dovuto pensare a tutti i preparativi per la mia partenza per la Germania, che avverrà... DOPODOMANI!
Non so se sono più contenta o agitata, non riesco davvero a capirlo, diciamo che provo emozioni positive e negative che mutano in continuazione durante la giornata: in alcuni momenti sono euforica per la nuova esperienza che sto per cominciare, per le persone che conoscerò, per i posti che visiterò, per la nuova università; in altri, invece, ciò che è alla base della mia euforia si tramuta d'improvviso in ansia e preoccupazione, ma cerco di non farmi atterrire, in fondo lo so che andrà tutto bene e che - credo - è normale provare sentimenti contrastanti alla vigilia di una partenza così lunga.
Visto che non ho altro da aggiungere, se non che i biglietti sono ovviamente prenotati, la casa anche (vivrò con due ragazzi americani), e i documenti sembrano finalmente essere terminati, passerò a parlare delle mie vacanze, e in particolare della magnifica città che ho visitato a luglio: Budapest.

BUDAPEST, la capitale dell'Ungheria, è una città che volevo visitare già da un po' di tempo, e sono davvero contenta di esserci finalmente riuscita perché merita davvero. Sapevo che mi sarebbe piaciuta, tutti me ne avevano parlato bene, ma dai racconti a trovarsi davvero nel posto, beh, è tutta un'altra cosa! E' una città fantastica, con tanti posti da vedere, romantica, affascinante, e anche economica!
Sono partita con il mio ragazzo il 12 luglio scorso, siamo stati 7 giorni alloggiando in un piccolo ma elegante appartamento nel quartiere ebraico di Pest, in una strada ricchissima di locali e ristoranti, e davvero vicino a tutte le principali attrazioni (e tutto questo per soli 140 euro a persona per 6 notti).
Una delle prime cose che abbiamo visitato è stata la Basilica di Santo Stefano, davvero magnifica e monumentale. Ciò che mi ha colpita di più sono state le ricchissime decorazioni interne, l'abbondanza di cupole e volte dorate e dai mille colori.
Dopo aver visitato la Basilica, passando per l'Opera, siamo giunti al museo Casa del Terrore. Si tratta di un museo molto particolare, che attraverso esposizioni, filmati, fotografie e testi, descrive gli orrori a cui è stata sottoposta l'Ungheria, prima nel periodo nazista, poi in quello dominato dal comunismo. Indubbiamente non si tratta di un posto "divertente", ma è stata una visita davvero interessante che mi ha permesso di conoscere molte cose che non sapevo o non avevo mai approfondito. Direi che ne vale la pena.
Tra gli altri posti degni di nota che abbiamo visitato nei giorni seguenti, senza entrare troppo nel dettaglio, vorrei citare la Piazza della Libertà, con al centro l'obelisco dedicato alla liberazione del 1944-45; il Santuario Neobarocco con le reliquie di S.Imre, che si affaccia su un magnifico giardino con lago; il magnifico Ponte delle Catene, simbolo di Budapest, assieme al Parlamento (che purtroppo non abbiamo potuto visitare poiché in rifacimento); la Parrocchia della Città Vecchia e la Chiesa dell'Università; Vàci Utca, una delle strade centrali, ricchissima di splendidi negozi (dove ho comprato molti souvenir:)); la Cittadella, sulla cima di una collina, con una luuunghissima camminata in salita che abbiamo dovuto affrontare.
Nel quartiere ebraico spicca la Sinagoga più grande d'Europa, meravigliosa sia dentro che fuori, con il salice d'argento e diverse esposizioni su oggetti e tradizioni ebraiche davvero ben allestiti. 
E come non citare la collina di Buda con il suo maestoso castello, che sembra osservare in silenzio l'intera città? Anche qui un'atmosfera magnifica, dei bellissimi giardini, un panorama perfetto! Ma oltre al castello c'è di più... Continuando a camminare nella zona, si arriva alla Chiesa di Màtyàs, un capolavoro architettonico del 1255, e al Bastione dei Pescatori, così bello da essere quasi surreale. Devo ammettere che questa è la parte di Budapest che mi è piaciuta di più in assoluto! 
Il mio secondo posto preferito dopo la zona castello è stato indubbiamente il Museo Etnografico, che si trova di fronte al Parlamento. E' un grandissimo museo dove vengono illustrate le tradizioni ungheresi antiche e moderne: si passa dalla vita nei villaggi a quella cittadina, percorrendo le varie tappe dell'esistenza degli appartenenti al popolo ungherese, dall'infanzia, all'età adulta, al matrimonio, e anche al funerale! Tramite riproduzioni ma anche tramite moltissimi pezzi originali (abiti, mobili, giocattoli, attrezzi), si può comprendere davvero come si svolgeva la vita in Ungheria e quali erano le abitudini e le attività della vita di tutti i giorni.

Dopo aver visitato tutti questi bellissimi posti, l'ultimo giorno abbiamo deciso di riposarci un po', così abbiamo preso un battello sul Danubio e siamo approdati sull'isola di Margaret (Margitsziget), dove abbiamo noleggiato una bicicletta con sidecar e abbiamo fatto un giro tra il verde e le fontane.

Una cosa che ho adorato di Budapest, a parte tutte queste appena descritte, è il cibo! E' possibile mangiare con pochissimi soldi, e c'è una gran quantità di ristoranti di ogni tipo: noi abbiamo mangiato 3-4 volte cucina tipica ungherese, ma siamo andati anche a mangiare thai, indiano, arabo, messicano, cinese...di tutto, insomma! E i dolci sono davvero deliziosi, in particolare ho adorato il kürtőskalács. Si tratta di un dolce cilindrico piuttosto grande, è difficile da spiegare quindi posterò una foto, garantisco che è ottimo, e si può scegliere di farlo ricoprire con ciò che si vuole (cannella, cioccolato, nocciole, mandorla...).

Insomma, l'ho già detto ma lo ripeto: Budapest è una città davvero meravigliosa e consiglio a tutti di visitarla!
Adesso torno a fare valigie... Me la sono cavata con 2 per adesso, una grande e una piccola, più uno zaino, ma i miei genitori mi manderanno un pacco con i cappotti e gli stivali perché quelli non so davvero come farli entrare. Sicuramente mi sono dimenticata qualcosa di essenziale, ma so già che lo scoprirò troppo tardi! :D

venerdì 26 luglio 2013

Documenti, documenti, documenti... (Erasmus)

Devo ammettere che la parte relativa ai documenti è stata la più lunga, la più complessa e la più noiosa. Fogli e firme da prendere sembrano non finire mai; io personalmente ho dovuto spostarmi tra una sede e l'altra, esplorare e decifrare il sito internet dell'università francese, rincorrere (metaforicamente e non) professori coordinatori per avere le loro firme, fotocopiare, spedire e consegnare una quantità spropositata di fogli... Purtroppo è una bella rottura, per dirlo con parole semplici, ma senza questo procedimento non si può andare in erasmus, quindi direi che vale la pena rimboccarsi le maniche e affrontare questa difficoltà.
Avete fatto domanda per partecipare all'erasmus, sono uscite le graduatorie e siete stati accettati, avete scelto la meta...e adesso?
Per quanto riguarda la mia università (non so se sia lo stesso per tutte, ma se non lo è ci saranno sicuramente molti punti in comune), i moduli da compilare erano quattro, tutti da stampare online.
Il primo modulo era semplicemente il documento di accettazione, in cui bisogna scrivere la meta, l'università e il semestre in cui ci si recherà all'estero.
Il secondo documento, l'Application Form, va compilato con i dati personali (nome, cognome, indirizzo, eccetera) e con i dati relativi al percorso di studi (corso di laurea, annualità, conoscenza di lingue straniere, esperienze lavorative rilevanti, ecc).
Il terzo documento è il Learning Agreement, ossia il piano di studi da sostenere all'estero. La compilazione del LA non è molto semplice: bisogna prima di tutto decidere quanti e quali esami del proprio piano di studi verranno dati durante l'erasmus, poi bisogna andare sul sito dell'università che si frequenterà all'estero e cercare degli esami equivalenti. Una volta trovati, sul documento dovrete riportare il nome dell'esame equivalente con il numero di crediti e il codice identificativo. Il Learning Agreement dovrà comunque essere approvato e firmato dal docente di riferimento e dal coordinatore d'istituto.
Infine, nel modulo 4, dovrete riportare di nuovo gli esami da sostenere all'estero con i relativi crediti, insieme agli esami equivalenti del vostro piano di studio, sempre con i crediti.  I corsi non devono necessariamente essere uguali, ma devono comunque trattare gli stessi argomenti. Per esempio, io devo sostenere filologia romanza da 8 crediti, ma nell'università francese che frequenterò non c'è un corso identico, così come esame equivalente ho inserito "testi fondatori del francese" da 6 crediti (i crediti mancanti verranno integrati al ritorno).
Quando consegnerete i documenti al coordinatore di riferimento (tenetevi sempre una copia!), allora la vostra pratica sarà avviata, e dopo un periodo di tempo variabile a seconda dell'università ospitante (per me, ad esempio, è stato di un mese e mezzo circa) verrete contattati da tale università per e-mail, e vi chiederanno di inviare (solitamente) la copia della vostra carta d'identità o passaporto, la copia della vostra tessera sanitaria, la copia del Learning Agreement e la stampa di un modulo da compilare online (il mio chiedeva tutti i dati personali - indirizzo, residenza, data di nascita, ecc -, tutti i dati relativi alla mia università, il mio percorso di studi - diploma, università -, le mie competenze di lingua francese, e altre domande relative all'alloggio e ai corsi di lingua). Anche questo documento dev'essere firmato dal coordinatore della vostra università. Di solito tutti questi fogli vanno spediti per posta ordinaria e non per e-mail.
La difficoltà principale per me è stata quella di trovare i corsi equivalenti perché il sito dell'università francese era piuttosto difficile da decifrare, non per la lingua ma proprio per il layout e i vari collegamenti infiniti! Inoltre, anche recuperare tutte le firme necessarie non è impresa facile: non tutti i fogli vengono firmati dalla stessa persona, quindi prima dovrete scoprire chi è che se ne occupa, poi prenderci appuntamento o aspettare il ricevimento, sperando che sia disponibile.
Insomma, armatevi di tanta pazienza! :D
Io ho iniziato questo "calvario" verso aprile e ho avuto l'ultima firma necessaria oggi, 26 luglio!
In bocca al lupo e non scoraggiatevi perché ce la farete :D

domenica 7 luglio 2013

Usac - cos'è?

L'associazione con cui andrò a studiare in Germania si chiama USAC: University Studies Abroad Consortium. L'USAC é nato 30 anni fa negli Stati Uniti, ed è infatti pensato per gli studenti americani, ma è possibile parteciparvi anche da altri paesi. In Italia è presente a Viterbo e a Torino. L'USAC dispone di programmi in 41 città di 26 paesi nel mondo (Europa, Australia, Africa, Asia e Sudamerica).
E' possibile studiare all'estero con Usac per un semestre (autunno o primavera), per un anno (autunno + primavera) o per una o entrambe le sessioni estive.
Essendo un'associazione americana, anche il sistema accademico segue quello statunitense, quindi i crediti assegnati sono crediti americani (che verranno convertiti al ritorno), i corsi sono insegnati in inglese, il semestre autunnale dura da settembre a dicembre (con gli esami prima di Natale) e quello primaverile da gennaio a maggio (con gli esami a metà maggio). Rispetto al programma Erasmus, Usac si distingue per una maggiore organizzazione: partecipando si può usufruire di pullman privato dall'aeroporto alla sede Usac, appartamento già assegnato (senza quindi doverlo ricercare), corsi fissi da seguire (senza dover cercare gli equivalenti), partner di lingua sul posto, e tanti altri vantaggi. Tutte queste cose sono incluse nel prezzo del programma o, per chi come me e altri studenti ogni anno vince la borsa di studio, gratuite. Le città che l'Usac sceglie come sedi del programma spesso non sono città comuni o famose: vengono scelte solitamente città minori in modo che gli studenti possano immergersi maggiormente nella cultura del paese in cui vanno a studiare, anziché essere circondati da altri studenti internazionali e/o turisti.
Ogni sede, spesso, si distingue per il tipo di studi da potervi svolgere: così Usac Shanghai è specializzato per il business, Usac Madrid per la storia dell'arte, ecc. E' comunque sempre possibile seguire le lezioni e sostenere gli esami della lingua del posto.
Usac organizza anche viaggi di più giorni e gite di una giornata nelle città d'interesse del paese. Per esempio, per gli studenti Usac a Viterbo ci sono gite a Siena, Perugia, Roma, Marmore, Orvieto, ecc, e viaggi a Firenze, Venezia, Napoli. Io, studiando a Luneburg, potrò partecipare ad un viaggio a Berlino e a gite a Brema, Celle e Amburgo. E' quindi un programma molto dinamico, ricco di gite, viaggi e attività, che permette di conoscere davvero il paese in cui si sceglie di studiare.

Usac offre anche la possibilità di svolgere tirocini, volontariato, attività sportive e ricreative di ogni tipo. Io ho conosciuto l'associazione Usac quando sono andata a vivere e studiare a Viterbo, all'Università degli studi della Tuscia. Ho preso una stanza in affitto in un appartamento abitato da cinque studenti americani (oltre che da una ragazza francese in erasmus), e questi ragazzi erano lì a studiare proprio con Usac. Mi sono allora avvicinata a quest'associazione collaborando come partner di lingua e come parte del progetto Buddy System (occupandomi di organizzare le attività degli studenti, accompagnarli alle gite, partecipare all'orientamento, ecc). 
Per maggiori informazioni, vi invito a visitare il sito ufficiale, dove troverete anche la lista di tutti i programmi Usac nel mondo: http://usac.unr.edu/ :)

lunedì 24 giugno 2013

Erasmus - cos'è?


Ho deciso di iniziare il mio blog con una panoramica generale su quello che è il progetto Erasmus. Probabilmente molti conoscono già gli argomenti che sto per trattare, ma sicuramente c'è chi non ha mai approfondito, o addirittura chi non ne ha mai sentito parlare, perciò partirò dall'origine: il progetto Erasmus (European Region Action Scheme for the Mobility of University Students) è nato nel 1987 e vi aderiscono più di 4.000 università in 31 paesi. Dà la possibilità a studenti universitari europei di studiare all’estero per un periodo tra i 3 e i 12 mesi, sostenendo esami, ricevendo un contributo mensile e usufruendo dell’iscrizione gratuita all’università ospitante.

Ogni anno, solitamente tra dicembre e febbraio, sul sito delle università italiane che vi aderiscono viene pubblicato il bando relativo ai soggiorni per l’anno accademico successivo. Con il bando viene fornita anche la lista di mete disponibili (di solito diverse a seconda della facoltà/dipartimento di appartenenza). Nella domanda di iscrizione è necessario indicare gli esami sostenuti (con relativa votazione e crediti): l’assegnazione dell’erasmus avviene infatti in base al merito, e quindi alla media dei voti e al numero di crediti (sono previsti, poi, dei punti extra per le certificazioni linguistiche); è comunque possibile vincere l’Erasmus anche se non si ha ancora sostenuto alcun esame (se al momento della domanda, ad esempio, si frequenta il primo anno di università): infatti può capitare che il numero delle domande sia inferiore al numero dei posti disponibili, o che ci siano delle mete che non vengono scelte dagli studenti in cima alla graduatoria.
Al momento della domanda bisogna poi indicare i paesi in cui si vorrebbe soggiornare, ed è possibile sceglierne due: la precedenza verrà data al primo, ma qualora tutti i posti per il primo siano già pieni al momento della scelta (perché presi da studenti con un punteggio più alto), si ha sempre la possibilità di essere assegnati al secondo. A volte è anche possibile scegliere un terzo paese, qualora sia la prima che la seconda scelta siano già al completo; per fare ciò bisogna aspettare la riunione che ha luogo dopo la pubblicazione delle graduatorie, in cui si sceglie definitivamente la città: se i docenti incaricati delle assegnazioni si rendono conto che ci sono dei posti ancora liberi in paesi non selezionati dallo studente al momento della domanda, possono proporgli di sceglierli.
Quando si studia all’estero con il programma Erasmus, vige il sistema universitario del paese in cui si va a studiare. I crediti del paese in questione vengono riconosciuti al ritorno (talvolta possono essere necessarie delle integrazioni, cioè delle prove di esame con un programma ridotto, per sopperire al minor numero di crediti che l’esame nell’università ospitante prevede rispetto a quello del proprio piano di studi in Italia). Gli esami devono essere sostenuti nella lingua del paese in cui ha sede l’università, anche se alcuni paesi offrono esami in inglese.
Semplificndo: con il programma Erasmus potrete studiare all'estero da 3 a 9 mesi, ricevendo un contributo mensile e convalidando i crediti ottenuti al vostro ritorno. Per partecipare bisogna candidarsi tramite l'università e per le graduatorie vengono tenuti in considerazione voti, crediti e conoscenza linguistica. Semplice, no? Sicuramente si tratta di un programma alla portata di tutti, che è cresciuto molto dall'anno della sua fondazione ad oggi, e permette di apprendere una nuova lingua, conoscere tantissime nuove persone, avere l'opportunità di passare un periodo all'estero e venire a contatto con una nuova cultura. Si può chiedere di meglio?